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mercoledì 25 aprile 2018

Strane architetture a Tokyo



Salve a tutti! Ultimamente si parla molto di Tokyo, aspettando le olimpiadi del 2020, come una stupenda metropoli che unisce perfettamente tradizioni e novità, sopratutto nel design. Si sta rimodernando e lo vediamo in architetture come: 
  • Tokyo Big Sight (Tokyo International Exhibition Center), che verrà utilizzata proprio durante le prossime olimpiadi:

  • il Reversible Destiny di Arakawa e Madeline Gins, sono dei loft caratterizzati dallo stravolgimento della fisica e lontani da tutto ciò che è razionale, con mobili dalla forma irregolare, scale al contrario e per fino la doccia in cucina:
  • La Casa Sense è stata completata dallo studio di Tokyo Kazutoshi Imanaga nel 2012 ed è una casa moderna, lineare, che da fuori sembra apparentemente piccola ma è ben 3.660 metri quadri:
  • Una Casa di design moderno in stile rustico è l'esempio che una casa può essere bella e semplice anche un po' di calcestruzzo:
  • TOD'S Omotesando (costruito nel 2004) esprime i rami dell'albero di zelkova per abbinare la fila di alberi di zelkova che si ergono lungo le strade di Omotesando ed è opera di Toyo Ito:
  • la Iidabashi Station sulla Toei Oedo Line è opera di Makoto Sei Watanabe e non solo  èarchitettonicamente straordinaria, ma è anche realizzata con materiali di costruzione rivoluzionari:
  • la Galleria Ebisu a Shibuya, il quartiere più in vista di Tokyo, ha un design unico ed è totalmente impensabile da costruire, ma è stato fatto:
  • il  Chloe di Sophie Hicks ha un'architettura unica che unisce rustico e moderno:
  • la Nakagin Capsule Tower di Kisho Kurokawa, una delle poche testimonianze fisiche del Metabolismo, un’architettura-manifesto del movimento più amato della storia:
Queste sono solo alcune delle pazze architetture moderne nella labirintica Tokyo, è impossibile commentarle tutte, ma questa e tutto il Giappone meritano una visita. Grazie per avermi seguito e al prossimo articolo!
Annalisa Barbera

domenica 18 marzo 2018

La tomba del tuffatore - Paestum

Salve a tutti! Scusate per l'assenza, poco tempo fa sono stata a Paestum (l'antica città greca di Poseidonia, in Campania) e mi ha colpito particolarmente la "Tomba del Tuffatore". Questa tomba risale alla prima età classica greca, quando si cercava di trasmettere ai posteri la perfezione usando materiali nobili, cioè che non si degradano facilmente. La tomba a cassa fu scoperta nel 1968 a sud di Paestum, senza fondo, e poggiava direttamente su una base rocciosa. La notizia della scoperta fece subito il giro del mondo, poiché è un esempio concreto di pittura greca classica. Il sepolcro conteneva pochi resti dello scheletro, attribuiti ad un giovane, e un elegante corredo funerario (tre vasi e uno strumento musicale, una lyra). La lèkytos ha permesso di datare la tomba con certezza tra il 480 e il 470 a.C. La cassa smontata è oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum. Le decorazioni si sono conservate poiché chiuse all'interno della tomba, un po' come per i geroglifici nelle piramidi. In questo caso narrano della vita di un atleta, si pensa fosse tuffatore per la decorazione sul coperchio. Le quattro lastre calcaree interne, che dividiamo in due corte e due lunghe, più il coperchio, rappresentano la fase del banchetto greco, il simposio, destinato alla degustazione del vino, all'ascolto della musica e alla recitazione di versi: 
  • nella prima lastra corta c'è un efebo nudo che attinge da un'anfora, probabilmente che contiene del vino, su un tavolo adorno di festoni;
  • nella seconda lastra corta ci sono un saggio, un danzatore e un giovane che suona l'aulòs (uno strumento tipico a fiato);
  • la terza lastra lunga rappresenta cinque uomini in un momento conviviale sdraiati su lettini (detti klinai) e tra questi due che amoreggiano, cosa normale a quel tempo; 
  • anche la quarta lastra lunga rappresenta altri cinque uomini, sempre sdraiati sui klinai, in un momento conviviale e tra questi i due al centro giocano a kòttabos (che consisteva nel tentativo di centrare il kottabèion, un recipiente di bronzo al centro della stanza, con le ultimegocce di vino della propria coppa, chiamata kylikes), un altro suona il flauto accompagnando il canto del vicino che si tocca la fronte.


Il simposio può rappresentare sia la vita terrena del defunto sia un convivio funebre. Il coperchio rappresenta, invece, il tuffatore che si lancia da un trampolino che ci ricorda la svastica greca, simbolo di circolarità, e rappresenta la ragione. Gli alberi stilizzati riprendono sempre la cultura greca -dove stilizzavano e geometrizzavano la natura- e rappresentano la vita. Il colore rosso è molto presente, riprende il fuoco e quindi rappresenta anche questo la vita. Ricordando e collegando il mito di Prometeo sappiamo che solo col fuoco, rubato da Prometeo e donatolo agli uomini, c'è stata la vita. Ma il rosso rappresenta anche l'amore, l'odio, la guerra e quindi il continuo trasformarsi dell'uomo e il suo 'bruciarsi', consumarsi. Qui vediamo inoltre che l'atleta si tuffa in un liquido che rappresenta l'oceano della morte dove troverà un'altra vita, un altro spazio.
Grazie per aver letto il mio articolo, al prossimo post. 

Annalisa Barbera


mercoledì 18 ottobre 2017

Film da vedere assolutamente!

Salve a tutti! Sono tornata e vi voglio consigliare in questo post due film che secondo me meritano in tutti i sensi di essere visti. Il primo è "La risposta è nelle stelle" tratto dal libro di Nicholas Sparks che vi avevo consigliato tempo fa.

Luke Collins è un cavalcatore di tori che si è infortunato seriamente una notte durante una gara. Un anno e mezzo dopo torna dove si svolgono le gare e incontra Sophia Danko per caso. Al loro primo appuntamento incontrano un anziano signore che si è schiantato con la sua auto e così lo aiutano portandolo in ospedale. Luke continua a cavalcare i tori non importandogli di essere ferito di nuovo, mentre lui e Sophia si innamorano. Nel frattempo Sophia visita continuamente l'uomo che lei e Luke hanno salvato, Ira Levinson. Lui le racconta la storia, dal 1940, di come da giovane Ira ha incontrato sua moglie, Ruth, morta da otto anni. Le storie sono ambientate in due epoche diverse ma sono tra loro intrecciate.
E' fatto benissimo, molto commovente, non è la solita storia d'amore scontata e chi ha letto il libro lo sa. Lo consiglio molto perché fa capire pure certi rapporti come vanno mantenuti e le priorità della vita a cui andiamo in contro quando ci innamoriamo e iniziamo delle relazioni. 

Il secondo film è uno uscito da poco nei cinema ed è tratto dall'omonimo libro di Nicola Yoon "Noi siamo tutto". 
A causa di una grave malattia che non le permette di uscire fuori di casa, la protagonista di Noi siamo tutto, Maddy, ha raggiunto la maggiore età senza vivere nemmeno una delle piccole esperienze sperimentate dai suoi coetanei. Cresciuta in una gabbia dorata con la sola compagnia della madre e dell'infermiera Carla, non ha mai ricevuto il primo bacio, né visto da vicino l'oceano e la spiaggia, se non in fotografia. Le uniche avventure concesse sono contenute nella pila di volumi letti sugli scaffali, quelle future nei libri che non ha ancora sfogliato. Così si è rassegnata a condurre un'esistenza di emozioni surrogato, priva di legami affettivi e relegata tra le pareti domestiche. Il cambiamento arriva con il rombo di un camion dei traslochi che imbocca il vialetto. I Bright, trasferitisi nella casa accanto, spediscono il figlio Olly a presentarsi secondo le regole del buon vicinato, con in mano un invitante ciambellone appena sfornato. Olly nota Maddy nonostante lei cerchi di nascondersi in camera sua, e da allora prova a comunicare con la ragazza in tutti i modi possibili, attraverso vetri, finestre, sms e bigliettini di carta. Tra i due nasce una tenera amicizia, destinata a sfociare in un legame profondo e indissolubile che non potrà essere arginato da una semplice porta chiusa a chiave.
Anche questo è un film molto bello, che hanno saputo adattare alla perfezione al libro ed è anche questa una storia d'amore fuori dal normale, non è scontata. Consiglio questo film perché mi ha fatto commuovere, fa capire che c'è una possibilità per tutti e che bisogna fare delle scelte nella vita, anche se ci sembrano sbagliate, bisogna buttarsi e credere i poterci riuscire e vivere ogni attimo come se fosse l'ultimo.

Grazie per avermi seguita e al prossimo articolo! 
Annalisa Barbera

venerdì 8 settembre 2017

Rientro in città con stile!

Salve a tutti!! Scusate per l'inattività, ma da oggi ripartiamo con alcuni consigli per tornare a lavoro o a scuola dopo una bella vacanza.
Il primo ed indispensabile consiglio per apparire al meglio riguarda i capelli. Infatti col cloro, il sale, il vento e il sole si saranno rovinati. Quindi il consiglio è di andare a tagliare le doppie punte dal vostro fidato parrucchiere e dopo fare una bella maschera rigenerante.
Il secondo consiglio riguarda l'abbigliamento. Anche perché quest'anno il freddo sta arrivando subito, quindi meglio optare per un abbigliamento stile cipolla: ossia mettere più strati di vestiti, così la mattina sarete coperte dal freddo e verso mezzogiorno potrete optare per le maniche corte. Ma come vestirsi? Sicuramente una domanda che si saranno poste in molte, ebbene sia l'ambiente scolastico che quello lavorativo hanno dei "dress code" da rispettare, seguendo la moda, purché si sia adeguati all'ambiente in cui ci si trova. Sono vietati orli troppo corti e scollature troppo profonde. Out shorts e minigonne, top che lasciano troppa pelle scoperta, anche se di moda sono inadeguati soprattutto a scuola. Completamente out anche gli accessori come cappelli di paglia o coroncine coi fiori, che abbiamo usato e amato quest'estate. No alle classiche infradito e a tutte le scarpe di gomma! Invece a lavoro si può optare per una gonna, che segua le lunghezze del bon ton, senza orli o spacchi vertiginosi, o un paio di pantaloni bianchi o semplici jeans abbinati a dei sandali eleganti.  In ambiente lavorativo potete abbinare a questi look maxi camicie o pantaloni palazzo e una camicie con le spalle scoperte, purché abbinate ad un look sobrio. Potete optare anche per abiti in lino. Inoltre, per chi vuole osare, il look romantico è sempre di moda, quindi via ad abitini bianchi, pizzo e orli al ginocchio o alla caviglia! Per quanto riguarda gli accessori, potete scegliere tra borse in ecopelle, bijoux eleganti e i tanto amati zainetti dalle fantasie più varie. Per la scuola i jeans andranno sempre bene, sopratutto skinny, a vita alta con una cintura, strappati e anche neri. Inoltre sono di moda le magliette con il nome delle band preferite o del fandom preferito, che sia serie tv, film o libro. Le felpe sono immancabili e anche le maglie con numeri stile baseball o basket. Mentre i colori sono adatti sia per la scuola che in ufficio, perché non osare? Infine come trucco potete optare per uno semplice e veloce: fondotinta in crema, illuminante, blush, mascara e un po' di rossetto rosa chiaro per la scuola o anche un po' più scuro per l'ufficio.

Spero che questi consigli vi siano utili, al prossimo articolo. 

Annalisa Barbera

domenica 11 giugno 2017

Summer books!!📚💛

Salve a tutti!! In questo nuovo articolo vi consiglio dei libri adatti per una lettura sotto l'ombrellone. Il primo è "L'ultima canzone" (The last song), di Nicholas Sparks:

L'ultima cosa che Ronnie (Veronica) vorrebbe è trascorrere le vacanze estive col padre. Non lo vede da tre anni, da quando cioè se n'è andato di casa per trasferirsi in una sperduta cittadina del North Carolina. Ronnie è furiosa, ma sua madre ha deciso così e lei non ci può fare nulla. Sarà l'estate peggiore della sua vita, ne è sicura. Invece, inaspettatamente, ogni istante diventa indimenticabile, come il primo amore... Un romanzo intenso e commovente, da cui è tratto l'omonimo film con Miley Cyrus. Nessuno come Sparks sa raccontare tutti i modi in cui l'amore ci ferisce. E poi ci guarisce.

Il secondo libro è "La luna scomparsa", di Michele Barbera:
Un brutale omicidio conduce il maresciallo Massimo Liberti ad indagare a Furci Siculo, un tranquillo paesino della costa ionica siciliana. Ben presto, l'indagine svela una realtà parallela, un groviglio intricato di loschi traffici su cui si allunga un'ombra inquietante: è possibile che l'influsso funesto di Tanit, antica dea fenicia, determini dopo secoli malefici effetti di morte? Il tempo diventa improvvisamente solo un sipario sospeso dietro cui si nasconde il male ed il maresciallo Massimo Liberti precipita in un labirinto fitto di misteri, tra inspiegabili sparizioni ed omicidi insoluti, per scoprire la verità che si cela dietro il culto proteiforme alla dea della triplice luna. Il reticolo di indizi prende forma poco alla volta, mentre i colpi di scena si alternano, con sapiente dosaggio, a dubbi, risvolti inattesi e false certezze. 

Stavolta ve ne consiglio un terzo: "Atarassia", una raccolta di poesie di Gabriella Barbera:

Memoria di sogni, echi di sentimenti, stilizzati in canti che si alternano in cadenze e ritmi intimi e al contempo universali. I versi di questa silloge richiamano quadri di puro respiro lirico, in cui l'Io si esprime in tensioni esistenziali acute e profonde. Nelle strutture essenziali dei "frammenti" si esprime l'umile solennità della poesia in una contemporaneità sorprendente.  
Grazie per avermi seguita e al prossimo articolo!!
Annalisa Barbera